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Farmworkers in Marinaleda meeting for the Sindicato de Obreros del Campo’s 50th anniversary

Politica

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La SOC spagnola celebra a Marinaleda 50 anni di ribellione dei braccianti andalusi

Il Sindicato de Obreros del Campo (SOC) spagnolo celebrerà il suo 50º anniversario il 28 e 29 agosto 2026 a Marinaleda, ripercorrendo la storia del movimento dei braccianti che divenne il primo sindacato legalizzato in Andalusia e contribuì a ridisegnare la politica rurale della regione. L’anniversario arriva mezzo secolo dopo che gli organizzatori formarono la commissione incaricata di preparare l’assemblea costitutiva del sindacato, negli ultimi anni della dittatura franchista. Per i lettori di Málaga e di tutta la Spagna, la commemorazione ricorda che anche la storia sociale andalusa è stata costruita attraverso le lotte rurali per la dignità, la rappresentanza e l’autogoverno, non soltanto attraverso le istituzioni delle città più grandi della regione.

Marinaleda si prepara a celebrare mezzo secolo di SOC

L’incontro per l’anniversario del SOC riunirà i ricordi di un movimento le cui origini affondano nell’incertezza politica e nelle difficoltà economiche della transizione spagnola. Il sindacato fu formalmente preceduto da una commissione creata ad Antequera il 1 agosto 1976, cui seguì poco dopo l’assemblea costitutiva a Morón de la Frontera. La storia dell’organizzazione, raccontata nel profilo di elDiario.es sull’anniversario, viene ricostruita attraverso i ricordi delle persone che contribuirono a fondarla e di quelle che ne portano avanti il lavoro.

L’evento si svolgerà a Marinaleda il 28 e 29 agosto. È prevista la partecipazione di Paco Casero, primo segretario generale del SOC. Oggi presiede la Fondazione Savia, ma il suo giudizio sul posto occupato dal sindacato nella storia andalusa resta diretto: sostiene che la storia recente della regione non possa essere scritta senza il SOC, perché il movimento combinò la richiesta di dignità e diritti nelle campagne con la rivendicazione dell’autogoverno andaluso.

Le cifre essenziali dell’anniversario sono:

Il mezzo secolo dell’organizzazione può essere seguito attraverso tre svolte decisive:

La piazza di Marinaleda e la campagna andalusa alla vigilia dell’anniversario del SOC
Marinaleda ospiterà l’incontro per il 50º anniversario del SOC il 28 e 29 agosto 2026.

Un sindacato nato negli ultimi anni del franchismo

La storia della fondazione comincia tanto dalle restrizioni quanto dall’organizzazione formale. Paco Casero ricorda che le prime riunioni si tenevano in un convento, perché non c’era un altro luogo adatto. Gli organizzatori si incontravano intorno alla chiesa e adottavano precauzioni di sicurezza: un dettaglio che colloca la nascita del SOC nelle condizioni repressive degli ultimi anni del regime franchista.

Era in un convento, perché a quei tempi tenevamo le riunioni intorno alla chiesa; non c’era altro posto e prendevamo sempre misure di sicurezza.

Paco Casero, ricordando le prime riunioni del SOC

Il racconto della fondazione del SOC identifica l’organizzazione come il primo sindacato legalizzato in Andalusia. Tra i suoi primi dirigenti figuravano Casero, divenuto il primo segretario generale, e Gonzalo Sánchez, che presiedeva l’organizzazione. Anche il prete operaio Diamantino García, Diego Cañamero e Pepi Conde furono tra le figure che contribuirono a costruire il sindacato.

Diverse componenti definiscono le circostanze in cui nacque il SOC:

  • Una commissione fu formata ad Antequera il 1 agosto 1976 per preparare l’assemblea costitutiva del sindacato.
  • Il processo assembleare proseguì poco dopo a Morón de la Frontera.
  • Le riunioni si svolgevano in un convento e intorno alla chiesa perché gli organizzatori non disponevano di un altro luogo sicuro.
  • Il sindacato collegò le rivendicazioni sul lavoro nelle campagne a una più ampia richiesta di autogoverno andaluso.
  • In seguito l’organizzazione divenne una componente riconosciuta del movimento rurale all’interno del Sindicato Andaluz de Trabajadores, o SAT.

Questa combinazione di organizzazione del lavoro e identità politica regionale fu centrale nella prima presenza pubblica del SOC. Casero ricorda che la bandiera andalusa compariva regolarmente nelle marce e nelle mobilitazioni del movimento. Richiama inoltre il sostegno del sindacato allo sciopero della fame di Rafael Escudero, come parte dell’ambiente politico nel quale l’organizzazione operava.

Le persone che portarono il movimento nelle campagne

L’anniversario viene ricordato attraverso diverse generazioni di organizzatori. Casero parla da segretario fondatore che considera il SOC parte della storia collettiva dell’Andalusia. Pepi Conde ricorda le difficoltà di organizzarsi come donna in un mondo rurale dominato dagli uomini. Diego Cañamero descrive la disoccupazione e la concentrazione della terra che spinsero i giovani braccianti alla mobilitazione, mentre Óscar Reina spiega perché il SAT consideri ancora il SOC una fonte di energia politica e sociale.

I loro ruoli e le loro prospettive possono essere riassunti così:

Le figure legate alla fondazione e al lavoro proseguito del SOC
Persona o gruppoRuolo nella storia del SOCCosa emerge dalle testimonianzeFonte
Paco Casero e Gonzalo SánchezPrima dirigenzaCasero divenne il primo segretario generale e Sánchez presiedette inizialmente l’organizzazione.Reportage di elDiario.es sull’anniversario
Pepi CondeMembro della prima direzioneContribuì a organizzare le braccianti e mise in discussione il ruolo tradizionale assegnato alle donne nelle comunità rurali.Reportage di elDiario.es sull’anniversario
Diego Cañamero e Óscar ReinaPrimo attivista e attuale portavoce del SATLe loro testimonianze collegano le rivendicazioni rurali originarie del SOC all’insicurezza lavorativa contemporanea e ai diritti dei lavoratori migranti.Reportage di elDiario.es sull’anniversario

Pepi Conde e la lotta per il riconoscimento

Il racconto di Conde aggiunge una dimensione di genere alla storia iniziale del sindacato. Cominciò a lavorare nei campi da bambina perché il salario del padre non bastava a mantenere la famiglia. Nell’anno della fondazione del SOC entrò nella prima direzione, dopo aver già partecipato alle Comisiones Jornaleras, l’organismo di coordinamento che precedette il sindacato.

Il suo attivismo attirò pressioni ripetute. Negli ultimi anni del franchismo, la Guardia Civil la portava quasi ogni giorno in caserma, anche se era ancora minorenne. Dovette inoltre affrontare l’ostilità delle donne e degli uomini della sua comunità quando iniziò a frequentare spazi pubblici generalmente riservati agli uomini, comprese le taverne dove teneva discorsi politici.

Conde ricorda in particolare una delle prime rivendicazioni del lavoro: i libretti del lavoro agricolo per le donne. Molte donne lavoravano per periodi troppo brevi per ottenere la documentazione e, racconta, quasi 300 donne scioperarono per rivendicare quello che consideravano un diritto fondamentale. Durante la formazione del sindacato presentò inoltre una delle prime relazioni sulle donne nelle campagne.

Pepi Conde durante un incontro di lavoratori rurali andalusi in una ricostruzione editoriale
Ricostruzione editoriale del ruolo organizzativo svolto da Pepi Conde nella prima direzione del SOC.

Dall’organizzazione di Lebrija all’autonomia andalusa

Il SOC non rimase confinato nei paesi in cui si erano svolte le riunioni fondative. Casero indica Lebrija come una base iniziale decisiva, definendola una roccaforte della rottura e affermando che il movimento doveva molto alle persone del luogo. Da quel punto di partenza, il progetto raggiunse altri comuni della Sierra Sur di Siviglia, della Campiña e della Sierra de Cádiz.

Questa diffusione diede al sindacato un carattere regionale in un momento in cui anche l’Andalusia stava affermando la propria identità politica. Le marce del movimento portavano la bandiera andalusa e i suoi membri sostenevano iniziative che collegavano le rivendicazioni sociali alla questione dell’autogoverno. Per questo Casero considera il SOC non soltanto un’organizzazione del lavoro, ma parte della storia politica che contribuì a far avanzare l’autonomia dell’Andalusia.

Il legame tra terra, lavoro e identità regionale affondava le radici nelle condizioni descritte da Cañamero. Quando iniziò a mobilitarsi, racconta, le campagne erano dominate da una gamma ristretta di colture, tra cui grano, girasole, ulivi e una certa quantità di barbabietola da zucchero. Lunghi periodi di disoccupazione lasciavano le piazze dei paesi piene di persone in attesa che un caposquadra offrisse una giornata di lavoro. Gli ultimi anni del franchismo e la transizione aggiunsero una dimensione politica a quella frustrazione economica.

Il SOC nacque da una necessità: c’era molta disoccupazione, mentre il 50% della terra era nelle mani del 2% dei proprietari terrieri.

Diego Cañamero, descrivendo le origini del sindacato

Cañamero divenne in seguito sindaco di El Coronil e oggi descrive il SOC come la base del movimento rurale all’interno del SAT. Secondo lui, le campagne si sono diversificate e ora offrono lavoro durante tutto l’anno, in modi che non erano possibili nella prima fase del sindacato. Ma questo cambiamento non ha eliminato la necessità di organizzarsi: ha modificato i lavoratori e i problemi che vengono sottoposti al movimento.

Bandiera andalusa portata durante una marcia di lavoratori rurali nei pressi di Lebrija
La prima mobilitazione del SOC si diffuse da paesi come Lebrija e collegò le rivendicazioni del lavoro rurale all’autogoverno andaluso.

Il lavoro delle donne fu una delle prime prove per il SOC

L’esperienza di Conde mostra che le lotte interne ed esterne del SOC erano collegate. Il sindacato contestava le condizioni del lavoro agricolo e allo stesso tempo imponeva un dibattito su chi potesse parlare, organizzare e dirigere all’interno delle comunità rurali. La sua partecipazione alla prima direzione portò una donna al centro di un’organizzazione che operava in un contesto da lei descritto come profondamente segnato dal machismo.

I principali momenti del percorso di Conde nel movimento sono:

Il libretto del lavoro agricolo, o cartilla agrícola, era importante perché le donne che lavoravano soltanto per brevi periodi spesso smettevano di accumulare la documentazione associata al loro lavoro. Il racconto di Conde presenta lo sciopero sia come una campagna concreta sia come una contestazione dell’idea che il lavoro delle donne nei campi potesse restare amministrativamente invisibile.

Ricorda gli insulti ricevuti sulla via di casa e gli uomini che la interrogavano con espressioni apertamente degradanti. Allo stesso tempo ricorda il sostegno della famiglia e il rispetto dei colleghi uomini, che riconoscevano il suo lavoro di organizzatrice sindacale. La decisione di parlare nelle taverne e di presentare una relazione sulle donne nelle campagne segnò il suo ingresso in spazi e dibattiti dai quali le donne erano state comunemente escluse.

Quella storia rende più complesso qualsiasi racconto semplice del SOC come movimento unitario. I suoi membri affrontavano la disuguaglianza nella proprietà della terra, la disoccupazione e la repressione politica, mentre le donne all’interno dell’organizzazione contestavano anche la gerarchia di genere delle comunità in cui il sindacato operava.

Le questioni irrisolte per il SOC e il SAT

L’anniversario non viene presentato soltanto come una celebrazione delle vittorie passate. Casero sostiene che le istituzioni debbano ancora riconoscere il mondo rurale, sia quello del passato sia quello che esiste oggi. Indica l’Andalusia come riferimento europeo per l’agricoltura ecologica, ma afferma che il contributo del SOC non ha mai ricevuto un riconoscimento istituzionale adeguato.

Casero racconta che gli fu offerta per due volte la Medalla de Andalucía e che la rifiutò per quella che considerava la persistente omissione della lotta del SOC. La sua critica è rivolta al divario tra la realtà sociale dell’Andalusia rurale e il riconoscimento concesso dalle istituzioni pubbliche.

Le pressioni attuali sul movimento si riflettono nelle cifre citate dai suoi rappresentanti:

Una forza lavoro che cambia e una precarietà più ampia

Cañamero afferma che oggi il SOC si occupa soprattutto delle migliaia di lavoratori arrivati da altri Paesi, in particolare nelle serre di Almería e Huelva. Respinge l’affermazione secondo cui la popolazione locale semplicemente non vorrebbe lavorare in agricoltura e sostiene invece che i datori di lavoro non possano aspettarsi di avere 50.000 persone disponibili da un giorno all’altro, lasciando scoperte altre occupazioni nell’edilizia o nel lavoro di cura.

Aggiunge che i contratti collettivi continuano a non essere rispettati e che i lavoratori agricoli affrontano alcune delle peggiori condizioni di lavoro. Le riduzioni che cita per le pensioni e le indennità di malattia mostrano perché le preoccupazioni originarie del sindacato per la dignità e la sicurezza restino attuali, anche se il profilo della forza lavoro è cambiato.

Óscar Reina, portavoce del SAT, estende lo stesso ragionamento oltre l’agricoltura. Afferma che il SOC resta una fonte essenziale per l’organizzazione perché i sistemi economici continuano a produrre ingiustizia. Dal suo punto di vista, i contratti brevi e il lavoro organizzato su base giornaliera o oraria riguardano ormai la sanità, l’istruzione, l’ospitalità e l’assistenza alle persone non autosufficienti, oltre alle campagne.

Reina descrive questo processo come la diffusione dell’insicurezza tipica del lavoro bracciantile nell’intero mercato del lavoro. Sostiene che la lezione delle lotte più datate non sia la nostalgia, ma l’organizzazione: raggiungere i luoghi di lavoro e le persone raramente ascoltate, compresi i migranti e altri gruppi lasciati ai margini del sistema.

L’anniversario porta dunque con sé due messaggi contemporaneamente. Racconta la storia di un movimento che contribuì a cambiare gli equilibri di potere nelle campagne e alla mobilitazione politica andalusa. Insiste inoltre sul fatto che le condizioni che produssero il SOC non siano scomparse: sono state redistribuite all’interno di una forza lavoro più diversificata e precaria.

I principali elementi della storia dell’anniversario sono:

Quando il SOC si riunirà a Marinaleda, guarderà a una commissione formata nel 1976, ma non a un capitolo chiuso. I ricordi di Paco Casero, Pepi Conde, Diego Cañamero e Óscar Reina presentano l’organizzazione come parte della storia andalusa della Spagna e come una risposta ancora attuale alla disuguaglianza nel lavoro, al debole riconoscimento istituzionale e al mutare delle forme della precarietà rurale. Cinquant’anni dopo, la domanda centrale dell’anniversario non è soltanto che cosa abbia ottenuto il SOC, ma perché le sue rivendicazioni originarie continuino a trovare nuove forme in tutta la regione.

Fonti

  1. Reducir daños del basuco exige enfrentar también la violencia (canamo.net)
  2. Irlanda busca destrabar el cáñamo industrial tras cultivar solo 11 hectáreas (canamo.net)
  3. Medio siglo de rebeldía jornalera en Andalucía: el SOC celebra este mes su 50 aniversario en Marinaleda (eldiario.es)
  4. La operación salida de agosto deja atrás a muchas personas mayores: "Es la época más dura para su soledad" (eldiario.es)
  5. Metro de Málaga crece casi el 3% y roza los 10 millones de viajeros en el primer semestre (diariosur.es)
  6. Fin de semana de contrastes: taró el sábado y terral el domingo en Málaga (diariosur.es)